Che fare, cosa non rifare/ 25
Non rivoluzioni copernicane ma efficienza e serenità
“Un’altra vittoria come questa e me ne torno in Epiro senza più nemmeno un soldato”. La frase, attribuita al re Pirro al termine della famosa battaglia contro i romani, potrebbe ben adattarsi oggi a quei leader della sinistra, Bersani in primis, che dopo le elezioni amministrative stanno celebrando il funerale del berlusconismo e il trionfo del sinistrismo. E’ vero che la sinistra ha vinto una battaglia, ma la guerra è ancora talmente lunga che il risultato potrebbe ribaltarsi alla prossima occasione. di Daniela Santanchè, deputato del Pdl Leggi tutti gli interventi
16 AGO 20

Una sconfitta non è devastante se il vincitore non è in grado di ripetere il successo su scala maggiore. Mi pare che i casi di Milano e Napoli rientrino esattamente in questa tipologia. Il che non significa negare o minimizzare i problemi che hanno impedito un risultato diverso, più favorevole al Pdl. Anzi, forse oggi, per la prima volta, Berlusconi ha l’alibi per guardare un po’ dentro il partito e mettere mano a situazioni che nel tempo si sono incancrenite provocando sacche di inefficienza.
Non credo siano necessarie rivoluzioni copernicane, la squadra che è in campo sarà anche un po’ stanca e acciaccata ma è pur sempre la formazione che ha vinto tutto quello che c’era da vincere. L’innesto di Alfano mi pare azzeccato. Il compito del nuovo allenatore? Creare le condizioni di serenità e concentrazione perché alla prima occasione utile il partito sia il motore che spinga il governo a fare quelle cose promesse alla gente e ancora incompiute. Non serve molto di più per zittire per l’ennesima volta Pirro Bersani.
di Daniela Santanchè, deputato del Pdl
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